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The Alpha Release
Il 29 giugno 2015 a Calvanico, in provincia di Salerno, si è svolto il primo workshop di Sharitories all’interno di un’area rurale.
Sebbene con esperienze più o meno sistemiche e complesse, il dibattito e la sperimentazione delle pratiche collaborative nelle città è avviato in molte parti del mondo, coinvolgendo grandi metropoli e centri di dimensioni minori, da Seoul a Portland ad Amsterdam o Milano[1].
Ci sembra, dunque, importante estendere tali sperimentazioni anche a quelle aree e quelle comunità che vengono considerate periferiche o comunque subordinate ai centri urbani ma che, al contrario, sono sempre più spesso delle vere fucine di innovazione.
La scelta di Calvanico non è casuale. Questo piccolo comune di circa 1.500 ettari incuneato nelle vallate che dai monti Picentini scendono fino al mare, è, infatti, sede di RuralHub , luogo simbolo di resistenza intelligente e tenace, animatore e catalizzatore di progetti di innovazione sociale in ambito rurale.
È qui che dal 29 giugno al 3 luglio 2015 ha avuto luogo il Commons Camp , una settimana dedicata alla ricerca e alla co-generazione di idee per reinventare una società del bene comune, durante la quale 40 ragazzi e ricercatori da tutta Italia hanno portato esperienze e progetti realizzati dal basso, arricchendoli di conoscenze sull’economia collaborativa, dell’incontro con le comunità locali e con il mondo rurale, dell’intreccio con l’innovazione sociale, la cultura e l’ambiente.
Durante la permanenza a RuralHub è nata l’idea di sperimentare un incontro partendo dall’esigenza di rafforzare la connessione e lo scambio tra la sua energia innovatrice e un paese dalla storia importante ma ormai immerso nella nostalgia per il passato, e dalla necessità di far sperimentare al gruppo dei ricercatori uno degli strumenti principali del Toolkit per i Territori Collaborativi.
L’incontro si è svolto il 29 giugno, presso la sede del “Circolo Sociale Francesco Leone”, fondato nel 1888, luogo un tempo tra i più animati e vitali del paese, ormai semiabbandonato.
Un’alchimia si è creata in brevissimo tempo tra quei giovani venuti da tante parti d’Italia, un gruppo di maestre dell’unica scuola elementare rimasta a Calvanico, alcuni anziani, detentori della storia di questo paese e un manipolo di ragazzini, preoccupati per il loro futuro.
Oltre 50 persone hanno riempito il vecchio Circolo Sociale e in poco più di due ore di lavoro intenso hanno cercato di comprendere la storia del paese attraverso la voce del sindaco e degli anziani, raccogliendo la sfida di trasformarla in impulso per re immaginare un futuro .
L’assetto del workshop nella sua versione completa è stato adattato al contesto e al tempo effettivamente disponibile, per concentrarsi sulle sfide che la comunità locale sta affrontando, sulle risorse sulle quali può contare e su come alcune pratiche collaborative possano rappresentare delle risposte.
Il primo momento di riflessione ha portato alla luce aspetti economici – come ad esempio la crisi dell’economia locale, anche dovuta al cinipide, un parassita che ha colpito i castagni – , quelli sociali – come l’invecchiamento della popolazione, la migrazione dei giovani e le case che si svuotano – , e quelli culturali – dalla perdita delle tradizioni e dei saperi locali alle attività per i giovani, fino alla trasparenza e al senso civico dei cittadini.
Successivamente, è stato avviato il dibattito sulle risorse sulle quali contare, che ha fatto emergere la coesione sociale e la dimensione collettiva come pilastro per la rinascita di questo paese, intorno alla quale ricostruire l’esperienza e il saper fare dell’artigianato e rimettere al centro la natura e l’enogastronomia, rileggendole con possibilità e linguaggi nuovi, anche grazie alla presenza di RuralHub, della connettività Internet, della scuola e dell’università.
Per noi di Sharitories e per i ragazzi presenti, le sfide sono state molteplici:
COINVOLGERE LA COMUNITA’ LOCALE. La presenza delle persone di RuralHub, in particolare di Alex Giordano e Michele Sica, ha permesso di entrare in relazione con gli abitanti, di individuare persone chiave e coinvolgere attivamente alcune di loro nell’incontro. Allo stesso tempo, la scelta di uscire da RuralHub, tenendo l’incontro in un luogo aperto e familiare per il paese (come una piazza o il Circolo Sociale) ha contribuito a destare la curiosità e l’interesse degli abitanti, superandone lo scetticismo e la diffidenza iniziali.
VERIFICARE LE CONDIZIONI PER LA TRASFERIBILITA’ degli strumenti propri del Toolkit per i Territori Collaborativi ha fatto emergere due aspetti chiave. In primo luogo, il tipo di linguaggio da adottare per trasmettere il senso del percorso proposto e per far emergere le possibilità di questo territorio, partendo da un vocabolario estraneo a questo contesto, perché sviluppatosi in un ambiente urbano ed internazionale. Non è un aspetto banale. Parole come “workshop” o “toolkit” o ancora “sharing”, del tutto familiari per noi, devono trovare una declinazione appropriata per non trasformarsi in barriere comunicative e di fiducia .
“Recuperare un’autentica e necessaria attitudine sociale all’innovazione assume, troppo spesso, solo rilevanza tecnica. E questo fa si che opportunismo e cinismo siano le tonalità emotive del nostro tempo - sottolinea Alex Giordano direttore scientifico di RuralHub – Il rischio che si corre è elevare gli strumenti tecnici da mezzo a fine con la conseguenza che il social innovator divenga un professionista capace di gestire un flusso sempre più ampio di possibilità, e che egli riduca il sociale solo a schemi e grafici dimenticando, consapevolmente o inconsapevolmente, la vera essenza dell’innovazione. Una discrasia con la quale anche noi di RuralHub dobbiamo confrontarci tutti i giorni per poter rendere intellegibili le istanze di innovazione nelle aree rurali e che è emerso dall’incontro con quelle che sono le reali forze attive della comunità di Calvanico”.
Il secondo aspetto riguarda più nel dettaglio la comprensione di quali tra le pratiche collaborative più diffuse nelle “sharing cities” di tutto il mondo possono trovare senso in un luogo rurale e quali altre potrebbero emergere, grazie alla specificità di contesti simili. Questo, in particolare, rappresenta un vero territorio di sperimentazione, che potrà essere approfondito soltanto attraverso una prassi costante.
DARE CONTINUITA’ A QUESTA AZIONE trasformandola in un percorso di ricerca – azione partecipata. In questo caso, si tratta di una necessità applicabile ad ogni azione di innovazione sociale, che presuppone la presenza attiva e continua sul territorio in grado di creare e consolidare le relazioni con una specifica comunità e di individuare e coinvolgere quegli attori dell’innovazione che sempre vi si trovano .
“Il fenomeno di downshifting e il ritorno dei giovani alla ruralità sono tendenze che sembrano rispondere a queste nuove esigenze. Giovani, con elevate capacità e una cultura globale, tornano al mondo dell’agricoltura proponendo un nuovo modello di sviluppo diventando, spesso inconsapevolmente, gli unici mediatori simbolici possibili per attivare i meccanismi di fiducia e prossimità fondamentali per avviare processi di innovazione nelle comunità – continua Giordano – In più le scelte di vita di questi giovani, come la capacità di vivere l’iperlocale come luogo della costruzione di un modello sostenibile, attraverso una narrazione autentica da/per/su l’infosfera (grazie ad esempio alle piattaforme social), diventano pubbliche e non più solo private. Queste scelte di vita si trasformano in atto politico perché sottoposte allo sguardo di tutti e diventano contributo alla discussione più ampia sui futuri modelli di vita sostenibili. La ruralità diviene quindi categoria critica per rileggere il presente, quella che noi chiamiamo: #smartrurality.
Ci piace pensare che questa esperienza sia stata un seme, piantato in un terreno fertile e che se lo curiamo, germoglierà.
marta Rossato
[1]Per una esaustiva panoramica delle esperienze esistenti si veda www.shareble.net
Beta version of the Collaborative Territories Toolkit is due to be ready by end of April, and the team is working intensely both on its visual part and on its contents, improving the scenario cards, defining possible models of government, reviewing the interviews, and to a better defining of the vision, mission and goals of the programme.
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Let me introduce to you projects that have the potential to generate great benefits and and change the way in which local people shop in Rouen: La Boîte de Conserve (“The Can”), a collaborative grocery store run by students, and a project for a complementary local currency in Rouen metropolitan area. They are currently work in progress (the first one already operating), and both benefit from a regional support called Eco-région solidaire (“Solidary Eco-region”), which finances a feasibility study to go to the next stage. Here they share their vision and challenges with me.
A little more than a week has now passed since we held the co-creation workshop at the Smart City Exhibition in Bologna, where we presented the very first fruits of our work with the Collaborative Territories Toolkit . You can read about this in the post from last week, where the presentation we had prepared is further uploaded. Now, while absorbing this positive experience, it is important to pause and reflect upon what we learnt from the occasion, integrating both positive feedback and criticism into the continuing development of the toolkit.
In this post, not only do we publish the very first Alpha version of the toolkit draft, we also sum up some of the results that came out of the “serious board game” played during our workshop, in which stakeholders around eight working tables mapped out how collaborative services may help towards solving existing territorial challenges.
In this video, you can see what Simone thought of the experience just after the closing of the session.
A reinforced local Sharitories team teamed up in Bologna on Wednesday afternoon to prepare the last bits of the workshop to be held on Thursday 23rd at the Smart City Exhibition. In addition to Simone Cicero and Stina Heikkila , the Italian branch of Sharitories now include Giulia Cipriani and Marta Rossato , and although not able to be there physically: the ever so trusted Italian translator Silvia Candida. We had printed the prototype, prepared the presentation, and so the last bits of preparation seemed to be coming together. We were all curious to discover whether the “serious board game” we had come up with as an awareness exercise would work.
This post aims to explore the opportunities that may arise with the spread of the collaborative economy on a given territory. It is based on the work of Benjamin Tincq and Diana Filippova - Ouishare Connectors – about collaborative territories in France. As part of the research conducted in partnership with the CG92 - Hauts de Seine “département”- they wrote an essay (in French) published in Les Entretiens Albert Kahn , and they co-organized a workshop with policy makers on October 8 th with Samuel Roumeau from Sharitories. Their contribution is an important input to the Sharitories program and the prospective Collaborative Territories Toolkit, especially since it is extremely well documented and conceived as a call for concrete action at local level.
Last week (most of) the Sharitories team met in Velletri, an ancient village on the hills outside of Rome, for three intensive days of drafting and brainstorming around the Collaborative Territories Toolkit. The results were great, and we now almost have the first draft of the CTT ready for presenting in Bologna on the 23rd of October in the dedicated session Collaborative Territories Toolkit: Designing the Collaborative Economy with and for Local Territories . In this post you can read more about what is going to happen a week from now at the Smart City Exhibition.
From the left: Gelato shop owner, Marta Rossato (new recruit), Giulia Cipriani (new recruit), Albert Cañigueral, Stina Heikkilä. Behind the camera: Simone Cicero
As collaborative consumption, peer-to-peer networks and sharing platforms are starting to become mainstream in some parts of the world, there are still few established policy approaches to learn from in terms of best practices. Indeed, many places have seen rapid expansion of new kinds of businesses and organisations, especially in certain fields of activity, such as peer-to-peer ridesharing, car-pooling, bike-sharing, home swaps and short-term rentals, co-working spaces and Fablabs. In some cases, these developments have given rise to significant controversies and continue to pose a dilemma for policy-makers and regulators, as new actors enter established markets in a way not formerly experienced.
Our journey started less than one month ago, with the Introducing Sharitories post , and now the Smart City Exhibition is less than one month away. On the 23rd of October it will be time for us to present the preliminary findings of our Sharitories discovery, as well as the very first draft of the Toolkit, which we will build upon further together with the audience in a co-creation session.
In this post, we would like to share our initial reflections from the elements we have seen, heard and discussed so far, paving the way towards the creation of the CTT. Some of the material upon which we base these first insights have not yet been published, but we will put all the stories on the blog before the event.
Last week, we reviewed three toolkits that are relevant for our project in terms of methodology and content, specifically focussing on principles of design thinking. Here, we want to dive into three other existing toolkits that might help us draft the Collaborative Territories Toolkit. In this second post, we are looking at the Hackable Cities Toolkit that intends to (re)create a strong identity and community in neighborhoods, the Development Impact and You (DIY – designed by NESTA ) that sums up a large amount of approved tools to improve our work efficiency, and the PSS Toolkit developed with and for Brussels as part of the TURAS programme for finding practical tools for resilient cities. Again, this review can be improved with your inputs. We thus strongly welcome you to post any feedback, ideas and further contributions. Feel free to use the comment function!
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